La culla d'Italia è vuota: convegno a Catania per discuterne
Il gotha della medicina della riproduzione nell'Isola per proporre soluzioni
di GIUSI SPICA

L’Italia è il fanalino di coda per denatalità nel mondo. I dati parlano chiaro: nel nostro Paese si fanno solo 1,3 figli per coppia e la media della donna che approda alla prima gravidanza di 32 anni (Istat 2018). Nasce così l’esigenza, da parte delle Istituzioni e delle diverse professionalità coinvolte nella riproduzione umana, di preservare la salute riproduttiva della popolazione presente e futura, individuando i corretti stili di vita ed evitando i rischi ambientali. Cresce il bisogno di ridurre al minimo il cosiddetto “time to pregnancy”: il tempo cioè che trascorre dal momento in cui si decide di diventare genitori alla gravidanza. Al centro del secondo congresso nazionale Siru (Società italiana di Riproduzione umana) aperto oggi a Catania, alla Baia del verde, c'è proprio la “fertilità sostenibile”
L’apporto dei giuristi è stato fondamentale non solo per eliminare i divieti anticostituzionali presenti nella legge 40 (eterologa, diagnosi preimpianto) e per maturare percorsi rispettosi dei diritti della persona e di quello alla salute (anonimato dei donatori di gameti, consenso informato, embrioni abbandonati). E ancora per formulare proposte uniformi sul territorio nazionale sulla normativa relativa alle prestazioni sanitarie inserite nei Lea. La rete della fertilità permetterebbe di ampliare sempre più i benefici e i beneficiari della medicina della riproduzione, la cui continua evoluzione e gli straordinari progressi aprono ogni giorno nuove frontiere. Uno scenario di cui il Congresso catanese darà importanti anticipazioni attraverso gli interventi di clinici, studiosi e con la partecipazione di tutte le associazioni italiane di pazienti. Uno degli scopi principali la redazione delle linee guida clinico-scientifiche condivise con coloro che quotidianamente operano nel settore. Saranno inoltre presentate le proposte di modifica delle norme che regolano la riproduzione assistita in Italia, per costruire un quadro giuridico e legale, attraverso l’interlocuzione con i rappresentanti delle commissioni della Camera e del Senato.